Cammini Emilia Romagna

7 luoghi da non perdere seguendo le orme di San Francesco

Cammini Emilia-Romagna

­Pubblicato il: 09-07-2020
immagine da 7 luoghi da non perdere seguendo le orme di San Francesco foto di Terza tappa Rocca del Maioletto
Borghi, Pievi, Conventi, sentieri che si aprono a paesaggi costellati da Rupi inaccessibili

Sette luoghi da non perdere – ed il perché di questa scelta - per una camminata da Rimini a La Verna, seguendo le tracce di antichi insediamenti francescani ancora oggi presenti la dove Francesco passo nel XII secolo. 

Un’esperienza adatta a tutti. Basta essere curiosi, avere scarpe comode e un occhio pronto ad innamorarsi degli splendidi paesaggi della Val Marecchia costellata di rupi, rocche inaccessibili conventi, monasteri e borghi incastonati. 

Appunti di viaggio su alcuni luoghi del cuore.

Prima tappa. Da Rimini a Verucchio

Tempio Malatestiano, Rimini. Perché nel cuore del centro storico, tra vie e piazze salotto il Tempio Malatestiano, del Leon Battista Alberti, dove si conserva il Crocifisso di Giotto e un affresco di Piero della Francesca testimonia la presenza originaria dei francescani a Rimini.

Tempietto di Sant’Antonio, Rimini. Perché è stato edificato in ricordo del miracolo che, nel XIII secolo, si narra sia avvenuto per intercessione di Sant'Antonio da Padova in piazza Tre Martiri. La tradizione vuole che il Santo stesse porgendo l'ostia consacrata ai cittadini quando passò di li un contadino in compagnia che si rifiutò di ricevere l'ostia, mentre la sua mula si sedette, come prostrandosi, di fronte alla mano del santo.

Convento di Santa Croce, Villa Verucchio. Perché è considerato il più antico luogo francescano dell’Emilia-Romagna. Nel maggio del 1213 Francesco d’Assisi con alcuni compagni si recava a piedi da Rimini a S. Leo, dove ebbe in dono il monte della Verna. Arrivato in un luogo boscoso, nei pressi di Verucchio, si fermò proprio dove ora sorge la cappella a lui dedicata. La tradizione afferma che Francesco avrebbe piantato nel terreno il “bordone” che lo aveva sostenuto lungo il cammino, dando vita al monumentale cipresso custodito all’interno di un chiostro che invita al silenzio e alla riflessione. Poco dopo la morte di S. Francesco i suoi frati iniziarono a dimorare in questo luogo e vi hanno abitato ininterrottamente fino ad oggi.

Seconda tappa. Da Verucchio a San Leo

Chiesa e Convento di Sant’Igne. Perché oltre ad essere un luogo di pace è una perla di architettura religiosa. Ci si arriva percorrendo la strada che si inerpica sul Monte Severino e come recita la primitiva Regola francescana e come avviene nelle principali città dell’Italia centro settentrionale, il convento si trova fuori le mura del centro medioevale, lungo una delle principali direttrici d’accesso a San Leo

Borgo di San Leo. Perché l’emozione di varcare le mura cittadine tramite l’unica strada di accesso scolpita nella roccia è unica.  L’antico borgo è situato su un antico masso roccioso tutt’intorno invalicabile. Qui soggiornò anche Dante Alighieri. San Francesco ricevette in dono dal Conte Orlando Catani di Chiusi il Monte La Verna ed il luogo dove l’8 maggio del 1212 si svolse l’incontro, ubicato dentro Palazzo Nardini, è visitabile. Da non perdere inoltre la splendida Pieve di San Leo  il Duomo di San Leone e la Fortezza.

 

Terza tappa. Da Sant’Agata Feltria a Sant’Alberico versi il Santuario de La Verna

Chiesa e il convento dei Cappuccini, fondato nel 1575 per volere di Lucrezia Vitelli Fregoso. Perché Sant’Agata è un borgo antichissimo intriso di spiritualità e storia che ha visto il passaggio di signorie importanti come i Malatesta, i Montefeltro e i Fregoso che hanno lasciato nella città importanti tracce tra cui il teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi d’Italia, con struttura interamente in legno. Il convento ben lo testimonia e mantiene la sua vocazione a luogo di riflessione e pace.

Eremo di Sant’Alberico. Perché già nella sua collocazione, sorge oltre 1.000 metri, a meta’ strada fra il paese di Balze e il monastero delle Celle in una profonda gola ai piedi dei Monti Aquilone, delle Celle e dell’Ocri, ti permette di vivere una esperienza silenzio, riflessione immerso un una natura incontaminata. Ci si arriva solo a piedi lasciando la macchina lungo la strada provinciale con un sentiero di 15 minuti.

A cura di: Monica Valeri Apt Servizi - responsabile progetto Cammini e Vie di pellegrinaggio in Emilia Romagna

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BY: Monica Valeri
Sono appassionata di cammini e viaggi slow. Il mio lavoro è scrivere, comunicare, sviluppare progetti con le comunità ospitanti. In APT sono responsabile del Circuito dei Cammini e vie di pellegrinaggio e del progetto dedicato al Turismo religioso.