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La Bisaccia del viandante

foto di Living Ravenna -  sezione Bisaccia del viandante - via Romea Strata Longobarda Nonantolana

Bisaccia del viandante

Dalle specialità casearie alle produzioni di qualità e tradizionali, ai vini Doc e Docg che si possono assaggiare lungo il cammino.
Alla scoperta del ...
del tesoro enogastronomico dell’Emilia-Romagna.
Un progetto per la valorizzazione e promozione delle produzioni tipiche e di qualità lungo i Cammini sviluppato in accordo con l’Assessorato regionale all’Agricoltura.

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foto di winefoodemiliaromagna.com -  sezione Prodotti DOP e IGP - via Romea Strata Longobarda Nonantolana

Prodotti DOP e IGP

Scopri i magnifici 44 prodotti DOP e IGP che caratterizzano le produzioni agrolimentari di qualità della Regione Emilia-Romagna. 
Amarene brusche di Modena IGP, Zampone Modena ...
a IGP, Prosciutto di Modena DOP, Aceto Balsamico di Modena DOP, Cotechino Modena IGP.

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Strutture Produttive

Acetaia Villa le Magnolie
Via Mavora 154
+39 059 956112 +39 059 956112
Acetaia
Acetaia Malagoli Daniele
Via Celeste, 9
+39 338 2640322 +39 338 2640322
Acetaia
Acetaia Ferrari
Via Zenzalose, 52
+39 059 530315 +39 059 530315
Acetaia
MUSA - Museo della Salumeria Villani
Viale Eugenio Zanasi, 24
+39 3462557407 +39 3462557407
Museo
Antica Acetaia del Mulino di Navicello
Via Nonantolana 1335
+39 059/250207 +39 059/250207
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale DOP
Acetaia Ambrosia
via Canaletto Centro 476/2
059/454000 059/454000
Acetaia
Acetaia Bompana
Strada Vignolese 1704
+ 39 333/2906035 + 39 333/2906035
Acetaia
Acetaia Cattani
via Emilia Est 1755
059 373610 059 373610
Produzione di aceto balsamico DOP e IGP
Acetaia comunale di Modena
via Scudari, 20 c/o Residenza Municipale
059 2032660 059 2032660
Acetaia
Acetaia di Giorgio
via Sandro Cabassi, 67
+39 059 333015 +39 059 333015
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP
Acetaia Fabbi
Stradello Bonaghino, 56/A
059/469105 059/469105
Produzione e Vendita di aceto balsamico DOP e IGP
Acetaia Galli
via Albareto 452
059 251094 059 251094
Acetaia
Acetaia Malpighi
Via Vignolese, 1487
059/467725 059/467725
Acetaia
Acetaia Marisa Barbieri
via dei Bononcini 88
059 305717 059 305717
Produzione di aceto balsamico DOP
Acetaia Rustichelli
Via Guido d' Arezzo 5
+39 059/364523 +39 059/364523
Acetaia
Acetaia Villa San Donnino
Strada Medicina 25/1
+39 059 469 325 +39 059 469 325
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale DOP
Antica Acetaia Villa Bianca
Strada Scartazza 115
+39 059 468571 +39 059 468571
Acetaia
La Secchia Antica Acetaia
Via F. Ghiaroni, 169/171
+39 059/300331 +39 059/300331
Produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP
Spezieria Monastica ed Acetaia dei Padri Benedettini|
Via San Pietro 7
328 6673338 328 6673338
Spezieria e Acetaia
Acetaia comunale di Nonantola
via Marconi, 11
059/896555 059/896555
Acetaia
Acetaia Pedroni
Via Risaia, 6
+39 059 548096 +39 059 548096
Acetaia
PANIFICIO VERICHESE
Via i Fondi, 3
0536 48067 0536 48067
Produzione e Vendita di pane e prodotti da forno
PROSCIUTTIFICIO F.lli BALOCCHI
Via Verica, 83
0536-48060 0536-48060
Produzione del Prosciutto di Modena DOP
Caseifici di Sestola
Corso Umberto I, 3
0536/62324 0536/62324
Produzione Parmigiano Reggiano
Acetaia del Duca
via Medicine n. 2340
059/469471 059/469471
Acetaia
Acetaia Muratori
Via Medicine 144b
+39 059/798732 +39 059/798732
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP
Acetaia dei Bago
Via Confine n.8/Bis
+39 338/4385845 +39 338/4385845
Acetaia
La Ca' dal Non
Via Ghiaurov 50-56
+39-059/761671 +39-059/761671
Acetaia
Acetaia comunale di Vignola
Via Bellucci, 1
059 777606 059 777606
Acetaia
Caseificio Rosola
Via Rosola 1083
059987115 059987115
Produzione di Parmigiano Reggiano Bianca Modenese
Prosciuttificio Orlandi
Via Rosola 5
059987244 059987244
Produzione e vendita salumi
Salumi e Formaggi Campioni
Via Montalbano 6286
059987248 059987248
Produzione e vendita salumi e formaggi
Azienda Agricola Ca' Lumaco
Via Mazzoni 740
059987642 059987642
Allevamento brado suini "Mora Romagnola" e prodotti biologici
Cooperativa Agricola Lame
Via Berzo 240
059987235 059987235
Produzione e vendita prodotti caseari
Salumificio Eredi Corneti
Via Porrettana 1738
059987390 059987390
Produzione e vendita salumi
Caseificio Sociale Canevaccia Società Cooperativa
Via Pratorotondo, 326/327/328
0534 28590 0534 28590
Latte e prodotti caseari - Punto Vendita
Azienda Agricola La Fonte di Van de Vate Berbera Christina
Via Monteforte, 1690
Patate
Lame Società Agricola Cooperativa
Via Berzo, 240
059 987235 059 987235
Parmigiano reggiano - Punto Vendita
CA' DEL CAMPANARO AZ. AGR.
Via Rivella, 26
Produzione confetture biologiche di frutta tradizionale e frutti dimenticati
DUE AIRONI (I) SOC. AGR.
Via Rio Marzatore, 739
051 6705099 051 6705099
vini DOCG DOC IGT Colli Bolognesi
Cantina della Volta
Per Modena 82
059-7473312 059-7473312
L’azienda, situata nella terra del Sorbara, coltiva nei 9 ettari vitati, anche i vitigni internazionali pinot nero e chardonnay e ...
pinot meunier per produrre spumanti con metodo classico.

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Francesco Bellei & C.
Via Nazionale 130/132
059-902009 059-902009
Fondata da Francesco Bellei nel 1920, la filosofia aziendale è da sempre legata alla tradizionale pratica della vinificazione con il ...
l metodo classico. Oggi è un’azienda di riferimento per gli amanti dei Metodo Classico italiani.

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Garuti
per Solara 6
059-902021 059-902021
L’azienda da generazioni si dedica alla coltivazione del lambrusco ottenendo un vino di alta qualità certificato con la Doc con ...
le più moderne tecniche nel rispetto della tradizione.

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Paltrinieri Gianfranco
Cristo 49
059-902047 059-902047
Azienda a conduzione familiare, fondata nel 1926 nel cuore della zona Doc Lambrusco di Sorbara. Vinifica le uve dei 15 ...
ettari di vigneti aziendali. Produce anche confetture e grappa da uva lambrusco e organizza visite guidate e degustazioni.

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Tenuta Forcirola
Via Nazionale, Loc. Cristo di Sorbara 130/132
059-902009 059-902009
Fu Giuseppe Bellei nel 1979 a iniziare a vinificare, oltre al Lambrusco, anche un vino Spumante metodo classico. Nella cantina ...
aziendale è presente la quarta generazione di vinificatori, che seguono il “metodo tradizionale” della fermentazione naturale in bottiglia.

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Zanasi
Settecani Cavidole 53
059-537052 059-537052
L’ azienda dispone di 500 ettari di terreni nelle zone modenesi di pianura e soprattutto collinari del Lambrusco di Castelvetro. ...
Coltiva in prevalenza lambrusco grasparossa e pignoletto.

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Cantina Settecani - Castelvetro
Modena 184
059-702505 059-702505
Fondata nel 1923, nel 2013 la Cantina Settecani ha festeggiato i 90 anni di attività. Negli ultimi anni si è ...
distinta per il buon rapporto qualità-prezzo dei suoi vini. Produce e vende mosto cotto per l’Aceto balsamico.

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Cleto Chiarli
via Belvedere 8
059-3163311 059-3163311
L’Azienda dispone di 100 ettari coltivati con le più avanzate tecnologie e nel rispetto delle caratteristiche dei vitigni. È la ...
prima azienda privata italiana produttrice di vino regionale.

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Corte Manzini
Via Modena 131/3
059-702658 059-702658
L’Azienda, fondata nel 1978 dai fratelli Manzini Lodovico, Lorenzo, Giordano, Ruggero, si estende su un terreno di oltre 25 ettari ...
dei quali dieci situati in collina sono coltivati per tradizione a vigneto. E' tutt’oggi a conduzione famigliare e le uve provengono unicamente dai vigneti di proprietà che, a seguito di una potatura accurata e amorosa, consentono una vendemmia controllata al fine di ottenere uve sane e selezionate che danno origine a vini a denominazione d’origine controllata.

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Tenuta Pederzana
Cavalliera 8
059-748072 059-748072
L’azienda, situata a Castelvetro e legata alla tradizione che la circonda, concepisce il lambrusco grasparossa in chiave moderna.
La Piana
Ossi 4/b
059-790303 059-790303
L’azienda, situata sulle verdeggianti colline di Castelvetro, si estende su una superficie di 11 ettari, di cui 7 coltivati a ...
a vigneto. Tutta la produzione è ottenuta da agricoltura biologica certificata.

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Ricchi Loris
Via Ossi 12
328-6769009 328-6769009
Il podere è coltivato in parte a vigneto e in parte a uliveto, con cloni di antica selezione. Tutte le ...
produzioni sono in quantità limitate e derivanti da agricoltura biologica

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Balugani Roberto
Bedine 97
059-791546 059-791546
Sulle prime colline di Levizzano Rangone di Castelvetro, agli inizi del Novecento nasce l’azienda vitivinicola, che oggi coltiva cinque ettari ...
di vigneto con lambrusco, malvasia, spergola, sauvignon e pignoletto

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Terraquilia
Via Caldana
059-931023 059-931023
A circa 450 metri sul livello del mare, in un contesto incontaminato, i cinque ettari di vigna sono curati nel ...
rispetto delle tradizioni e della natura. Le uve da cui nascono i vini aziendali sono lambrusco grasparossa, pignoletto e malbo gentile.

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Azienda agricola Sereni
via Villabianca 2871
059-705105 059-705105
L'impianto è collocato nel paese di Marano, sulle suggestive colline di Villabianca. Tra il verde di colture vinicole e oliveti, ...
i, questa zona non conosce inquinamento industriale. Qui il succedersi degli accadimenti atmosferici ripete, inalterato, l'antico corso che da secoli serve da indissolubile supporto alla naturale produzione e maturazione di uno straordinario "aceto balsamico". Nel fabbricato, perfettamente inserito nell'ambiente naturale, s'allineano e si susseguono le "batterie" di botticelle di qualità di legni diversi.

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Azienda Agricola Pedroni
Via Risaia 6
0595-48096 0595-48096
La famiglia Pedroni gestisce dal 1862 l’azienda in modo tradizionale. Dopo 7 generazioni la produzione comprende: vino, Aceto Balsamico Tradizionale ...
di Modena DOP, Aceto Balsamico di Modena IGP, liquori di frutta e grappe di Monovitigno.

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Gavioli
Via Provinciale Ovest 55
059-222014 059-222014
Dal 1974, quando Pietro Gavioli si fregia del titolo di mastro cantiniere a Sorbara di Bomporto, le strade della famiglia ...
Gavioli e del lambrusco di qualità non si sono mai separate.

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Poderi Fiorini
Puglie 4
059-733151 059-733151
Da quasi un secolo la famiglia Fiorini si occupa di vino, da prima nella zona di produzione del Sorbara e ...
dalla metà degli anni ’90 con l’acquisizione di un podere nella zona tipica del Lambrusco Grasparossa

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Torre dei Nanni
Via Puglie 4
059-733151 059-733151
Nel Comune in cui sorge l’azienda si incrociano ben 3 denominazioni, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, la doc Colli Bolognesi ...
e la Reno. Sono i terreni di questi territori i veri protagonisti, che cambiano composizione a distanza di pochi metri.

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Quintopasso
Via Canale 267
059-3163311 059-3163311
La Famiglia Chiarli, cinque generazioni di produttori di vino a Modena, ha scelto le migliori uve delle proprie Tenute ed ...
i vitigni del territorio maggiormente vocati al Metodo Classico per creare la linea Quintopasso.

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Cantina Bazzano
Castelfranco 2
051-832256 051-832256
Nata nel 1928 per iniziativa di 15 viticoltori della zona, oggi conta 340 soci con uve che vanno da Marzabotto ...
fino alla pianura bolognese e modenese, per una produzione che offre una decina di vini Doc espressione del territorio.

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Corte d’Aibo
Marzatore 15
051-832583 051-832583
Da oltre 20 anni l’azienda si trova nel “Parco Storico dell’Abbazia”, dove pratica l’agricoltura biologica. Vinifica solo le uve dei ...
suoi 17 ettari vitati nella moderna cantina aziendale.

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Erioli
Monteveglio 64
051-830103 051-830103
Fondata nel 1933 dal bisnonno dell’attuale proprietaria, l’azienda si trova nel comune di Bazzano, sulla riva del torrente Samoggia. L’azienda ...
produce vini pregiati da vitigni autoctoni attraverso metodologie artigianali che esaltano la tipicità varietale e il territorio.

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Gradizzolo
Invernata 2
051-830265 051-830265
L’azienda, a conduzione familiare e fondata nel 1960, è situata sulle colline di Monteveglio, zona classica di produzione Doc. I ...
vigneti coprono una superficie di 5 ettari di terreni posti su pendii ripidi e assolati. L’azienda produce anche confetture, olio, farine e prodotti dell’orto.

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La Mancina
Motta 8
051-832691 051-832691
L’azienda agricola La Mancina si trova a Montebudello, nel comprensorio dei vini “Colli Bolognesi Doc”. Fondata nel 1960 dalla famiglia ...
Zanetti, l’azienda ha nel tempo accresciuto il suo prestigio. Nei 23 ettari vitati il vitigno prevalente è l’autoctono Pignoletto.

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Museo della civiltà contadina di Bastiglia
Piazza della Repubblica, 57
059-800912 059-800912
Ci troviamo nella pianura Modenese, nelle cosiddette “terre d’acqua” ubicate tra canali e i fiumi Panaro e Secchia. Vere e ...
proprie vie d’acqua, che hanno permesso per secoli il traffico delle merci e delle persone tra Modena e Venezia, passando per Ferrara. Il commercio fiorente permetteva il trasporto dei prodotti agricoli e i floridi guadagni dei proprietari terrieri e delle signorie locali. È proprio grazie alle caratteristiche geografiche ed economiche del territorio che nel 1432 gli Estensi costruirono il Mulino di Bastiglia: è il più grande della regione e conta sedici macine che lavorano ininterrottamente tutto l’anno. Il naviglio, alimentato da acque di sorgente, garantiva la macinazione anche nei periodi estivi. L’acqua arrivava al mulino attraverso una grande vasca ottagonale, sostenuta da massicce mura, chiamata il Sostegno, una sorta di conca fluviale utilizzata anche come porto e situata nel centro del paese. Da qui transitavano a pagamento le barche dell’epoca attraverso l’apertura di appositi portoni. Oggi del Sostegno non c’è più traccia, tranne che nelle immagini fotografiche custodite nel museo della civiltà contadina di Bastiglia e in innumerevoli documenti e mappe dell’epoca. L’attività del mulino cessò, infatti, nel 1932 e la vasca fu tombata e trasformata in piazza pubblica. L’edificio è stato invece recentemente restaurato e riconvertito in ristorante ed altri esercizi commerciali. Alcuni attrezzi appartenenti al Mulino e al Sostegno si trovano all’ingresso del museo di Bastiglia, una sorta d’invito al turista e ai tanti visitatori locali a scoprire questa comunità rurale. La navigazione e il mulino hanno infatti rappresentato per diversi secoli momenti di grande interesse sociale. I Comuni di Bastiglia, Bomporto, Ravarino e Nonatola compongono, a partire dal 2000, l’Unione dei Comuni del Sorbara. Un’unione amministrativa, funzionale allo sviluppo della moderna comunità locale, che ci ricorda come in queste zone la vocazione agricola sia ancora molto forte. Il lambrusco di Sorbara Doc, la Pera dell’Emilia-Romagna Igp e il Parmigiano-Reggiano Dop sono solo alcuni dei prodotti simbolo di queste terre. L’8 settembre di ogni anno si celebra la “Sagra di San Clemente”, dedicata alla Beata Vergine di San Clemente, santuario che dista pochi chilometri da Bastiglia. In origine era un mercato contadino, oggi trasformato in sagra commerciale ed enogastronomica dove ancora si svolge la tipica colazione con cotechino, un tempo riservata ai lavoratori nei campi, accompagnata dal lambrusco. Nelle sale del museo sono proposte le principali produzioni tipiche, da quella del vino alla lavorazione della canapa e dell’erba palustre. Quest’ultima, in particolare, ha rappresentato una preziosa fonte di reddito per le comunità locali, tanto che il vicino paese di Ravarino è insignito del titolo di “Paese delle sporte”. Le sporte erano infatti una lavorazione tipica dell’erba palustre che coinvolgeva tutta la famiglia contadina: gli uomini raccoglievano la paviera nei campi, i ragazzini la sfogliavano e le donne la lavoravano, intrecciandola abilmente con giri sovrapposti su modelli di legno di differenti forme e misure, per produrre contenitori detti sporte. Nel museo se ne può osservare una ricca collezione. Nata come arte dell’arrangiarsi, la lavorazione dell’erba palustre nel tempo diventa un mestiere vero e proprio; ancora oggi sopravvive grazie ad artigiani locali che lavorano per produrre ricercati bottoni. Nelle sale successive del museo sono riprodotti gli ambienti della casa tipica contadina della Bassa modenese. Nella cucina sono custoditi innumerevoli attrezzi anche costruiti in casa, frutto dell’ingegno e dell’arte del riciclo. In camera si trovano il tipico letto a cavalletto e alcuni mobili dell’800. Sulla strada per Sorbara, appena usciti dal paese, sorge il padiglione delle macchine agricole, parte integrante del museo di Bastiglia, che raccoglie una preziosa collezione di trattori storici. Sono esposti, tra gli altri, un prototipo Fiat, il 60R, donato al museo dalla stessa casa automobilistica e costruito durante la seconda guerra mondiale. Durante l’occupazione tedesca, l’8 settembre del 1943, il prototipo fu sepolto in località Baggiovana (MO) per evitarne la deportazione in Germania. Il più antico trattore custodito nel museo è un modello ad avviamento a manovella della ditta americana Forson, costruito nel 1918; inoltre ci sono alcuni trattori a testa calda della Super Orsi, dei Super Landini e dei Landini a 2 tempi e vari modelli Fiat costruiti tra gli anni ’20 e ’50. Imponenti sono anche la trebbiatrice della ditta F.lli Carra di Suzzara di Mantova e la pressatrice e imballatrice della ditta Ferriani di Ferrara, costruite entrambe a metà degli anni ’40.

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Museo della salumeria
Via E.Zanasi, 24
059-534810 059-534810
A Castelnuovo Rangone (Mo) la Villani, una delle più antiche industrie di salumeria d’Italia, ha dato vita ad uno spazio ...
impreziosito da teche multimediali e installazioni artistiche MUSA: la norcineria si svela Nato per volontà della famiglia Villani, proprietaria tuttora dell’omonima azienda a conduzione familiare fondata nel 1887, il MUSA ingloba in sè lo spirito innovativo, tipico emiliano, e il saldo legame con la storia e il territorio da cui traggono origine. La Villani è infatti una delle più antiche industrie di salumeria d’Italia, la sua sede storica, sede oggi anche del MUSA, si trova nel centro dell’abitato di Castelnuovo Rangone, a pochi kilometri da Modena, in uno dei distretti produttivi del maiale più importanti d’Italia. Non a caso, a testimonianza di questo legame della Villani con la sua terra, nella piazza centrale del paese un monumento in bronzo raffigura una scrofa a grandezza naturale. Un allestimento moderno che racconta l’intero processo produttivo, dalla sapienza del taglio delle carni, all’uso delle spezie, della tecnica del caldo e del freddo, la legatura fino ad arrivare alla stagionatura. Circa 250 mq disposti su tre piani di percorso museale che, attraverso pannelli multimediali e istallazioni artistiche, conducono il visitatore alla scoperta dei segreti della norcineria. Al primo piano del museo troviamo alcune testimonianza storiche delle macchine usate negli anni ’30 e ’50 per insaccare e tritare le carni. In una teca sono abbinati i coltelli di un tempo, usati dalla stessa famiglia Villani per trasformare le carni in salumi, e l’eccellente coltelleria moderna. Cura nei dettagli e nei tagli L’idea di aprire un museo, caldamente sostenuta anche dal Comune di Castelnuovo Rangone e dalle istituzioni locali, nasce dalla duplice esigenza di uno spazio espositivo per i clienti dell’azienda Villani, interessati sia alla qualità del prodotto sia al processo produttivo, e di soddisfare la curiosità dei visitatori e dei sempre più frequenti turisti appassionati di buon cibo. Ma la permanenza in casa Villani non termina qui. Abbinato al museo troviamo una bottega dove, oltre a differenti tipologie di salumi, si possono trovare ottimi coltelli per affettarli e acquisire preziose indicazione di come, attraverso la porzionatura, esaltarne il sapore dei diversi prodotti. Il giusto taglio e la corretta dimensione della fetta - ricordano al Musa - giocano, infatti, un ruolo fondamentale nel permettere al prodotto di dare il meglio di sé, sia dal punto di vista dell’aroma che delle caratteristiche organolettiche. Il taglio della mortadella, ad esempio, dovrebbe essere sempre sottilissimo e perpendicolare rispetto alla direzione delle fibre muscolari per rispettarne la struttura. Nei salami, invece, il taglio dipende dalla loro tipologia e grana, dalla stagionatura e dal diametro. Il verso di taglio è obliquo o a “becco di clarino” per il Cacciatore e il Felino e rotondo per i salami tipo Milano. Mentre la dimensione della fetta dovrebbe mai essere più spessa di un granello di pepe. Tra gli aspetti più innovativi del museo troviamo una sorta di porta, integrata in un’istallazione museale, da cui si può accedere direttamente allo stabilimento produttivo e ai laboratori della Villani che, sempre nell’ottica di rendersi più “visibile” al pubblico, verranno in futuro trasformati attraverso delle grandi vetrate in una sorta di fabbrica-acquario. La visita termina al punto ristoro aziendale, dove presto sarà possibile degustare i prodotti in abbinamento a formaggi e vini del territorio emiliano.

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Museo della Tigella
Via Castello 105
059-795721 059-795721
All’interno del Parco Regionale dei Sassi di Rocca Malatina, tra macchie boscate, prati e vecchi castagneti si trova l’antico borgo ...
Samone che ospita la mostra permanente della Tigella Strumenti rinascimentali di cottura del cibo Samone è uno splendido borgo medioevale ad andamento circolare, il cui nome compare per la prima volta nel 1048 in un documento ritrovato nell’Abbazia di Nonantola. L’accesso al borgo è caratterizzato da un portale ad arco che attraversa una casatorre, costruita nella seconda metà del Quattrocento a difesa dell’abitato. Sulla facciata d’ingresso durante i lavori di restauro è stata ritrovata una finestra gotica trilobata decisamente insolita e di elevata rilevanza architettonica. All’ultimo piano della casa-torre, nella suggestiva Sala degli stemmi, è ospitata la Mostra della tigella. Le pareti della sala sono interamente affrescate e di queste decorazioni si sono conservate vaste superfici, tra cui l’immagine di un viso ancora ignoto e due stemmi appartenenti alla famiglia dei Pio, feudatari di Carpi e di Sassuolo, signori di Guiglia e di Samone dal 1405 fino al 1525. In questa sala, dove il tempo si è fermato all’epoca rinascimentale, fanno splendida mostra di sé le tigelle, dischi di terracotta refrattaria variamente decorati e che tuttora sono prodotti in questa zona per la cottura delle tipiche “crescentine”. La tigella è una piastra in terracotta rotonda, del diametro variabile fra i 10-13 centimetri e con spessore di circa 1 centimetro per la cottura delle crescentine (spesso erroneamente chiamate tigelle). Il percorso espositivo illustra il ciclo dei lavori connessi alla produzione delle “crescentine”, il cibo un tempo principale per gli abitanti della zona anche nei periodi di carenza di alimenti. Si possono osservare strumenti della vita contadina (trebbiatura del grano, raccolta delle castagne e molitura) e per la preparazione delle tigelle. Ogni famiglia produceva le tigelle con il proprio simbolo di riconoscimento e, spesso, era possibile osservarle ad asciugare sulla cappa del camino prima della loro cottura. Il decoro che tuttavia si ritrova più frequentemente anche sulle moderne tigelliere in alluminio è quello della rosa a sei punte detta Rosa Comacina, simbolo di buon auspicio e come tale messo sul pane. Si tratta, infatti, di un simbolo dalle origini antiche, citato anche su una stele etrusca del IV secolo ritrovata nel Bolognese, che compare fin dall’epoca del bronzo. Nel tempo, la Rosa Comacina - il cui nome deriva dal termine “Comacini” con cui venivano indicati i mastri scalpellini lombardi esperti nella lavorazione dell’arenaria - è anche divenuta d’uso comune per decorare sia elementi di pregio delle abitazioni, sia oggetti d’uso domestico. Altri motivi ornamentali ricorrenti nelle tigelle sono il gallo, i disegni con elementi vegetali, le iniziali delle famiglie, le greche e le cordonature lungo il bordo. Nel museo è possibile ammirare anche frammenti rinvenuti di tigelle risalenti all’epoca medievale,che testimoniano l’uso antichissimo di questo strumento di cottura. La produzione di tigelle Durante la visita ogni cosa è testimonianza di quanto la tecnica di produzione delle tigelle richieda cura e abilità, sia nella scelta dei materiali, che nell’esecuzione delle diverse fasi di lavorazione. Gli elementi naturali che la costituiscono sono l’argilla e la calcite facilmente rinvenibile sui calanchi. Il composto ottenuto dalla miscelazione attenta di pietra frantumata e terra, impastato e battuto per alcune ore, consente di ottenere una formella pronta ad essere sagomata attraverso lo stampo di legno duro riportante il decoro. Per essere essiccata la tigella viene mantenuta, per circa un mese, in un luogo buio. Nell’ultima fase la formella viene cotta per circa un’ora. Oggi le tigelle tradizionali sono state sostituite da prodotti industriali in alluminio, in ghisa o in pietra refrattaria, ma i palati più raffinati pretendono che le crescenti siano cotte con la tecnica antica. Lungo il percorso è possibile osservare altri attrezzi collegati al ciclo del pane, come antiche pietre impiegate per la trebbiatura, la pila con la stanga, uno strumento utilizzato in passato per la sbucciatura delle castagne essiccate, la vassora utilizzata per separare le castagne sbucciate dalla pula. Completano l’esposizione un modellino funzionante di mulino ad acqua e di macchina per la trebbiatura del grano.

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Museo del Balsamico Tradizionale Spilamberto
Via Roncati, 28
059-781614 059-781614
A Spilamberto è stata raccolta la storia di uno dei prodotti più esclusivi della tradizione enogastronomica regionale, che si ottiene ...
dopo ben 25 anni di invecchiamento. Il balsamico tradizionale cela, fra botti e mostri, i suoi segreti Inaugurato nel 2002 il Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, gestito dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, racconta la storia, la cultura e i segreti di una delle eccellenze più identitarie dell'Emilia-Romagna attraverso un suggestivo tour all'interno di una botte di legno. La visita inizia, infatti, da una suggestiva sala a forma di grande botte dove sono proposti i momenti salienti del processo di produzione del mosto che porterà alla produzione dei tre diversi tipi di aceto della tradizione modenese: quello comune di vino, l’aceto affinato (invecchiato 12 anni) e il balsamico tradizionale, ottenuto dopo ben 25 anni d’invecchiamento. Un aiuto alla conoscenza del prodotto è offerto dalla proiezione del cortometraggio “Il Balsamico della tradizione secolare”, dove le immagini si alternano alle informazioni sulle vicende e le caratteristiche organolettiche del prodotto con scene relative alle fasi produttive: dalla scelta delle uve tipiche del territorio - Trebbiano Modenese, Trebbiano di Spagna, Lambrusco o Ancellotta - per arrivare alla cottura del mosto. Prosegue la visita nella sala della cottura dove è posto un grande paiolo di rame. Al riguardo è da non perdere la festa in piazza che si svolge ogni anno a Spilamberto il secondo sabato di ottobre, giorno in cui si può assistere alla suggestiva cottura dei mosti: 16 -17 paioli alimentati da fuoco diretto da mattina a sera. Un procedimento minuzioso Nella sala detta la bottega del bottaio sono custodite le botti che ospitano il mosto cotto che diventerà l’Aceto Balsamico Tradizionale. E’ il luogo della trasformazione: qui, nella batteria di botti di diversa dimensione, avvengono le fasi della fermentazione, maturazione e invecchiamento. I vasselli, le botti che formano le batterie, vengono toccati una sola volta l’anno per il prelievo dell’aceto che servirà per il consumo annuale e per i travasi. Quella dell’aceto balsamico è una tradizione molto sentita a Spilamberto: la gran parte delle famiglie possiede uno o due batterie e spesso per ogni figlio che nasce ne viene prodotta una nuova da lasciare in eredità. A testimonianza di ciò il museo ospita un esemplare di 140 anni appartenente alla famiglia Fabriani. Nella sala dei vetri sono conservati oggetti, documenti storici e scientifici e una bottiglia di “Aceto balsamico brusco” risalente al 1785, insieme ad altri reperti non meno preziosi. In questa sala si trovano testimonianze storiche di rilievo che fanno capo al conte Giorgio Gallesio (1839) e all’avvocato Francesco Aggazzotti (1862) che, in una lettera all’amico Pio Fabriani di Spilamberto, spiega il corretto percorso per produrre Balsamico. Ogni anno in occasione del Palio di San Giovanni, patrono di Spilamberto, gli esperti assaggiatori della Consorteria valutano quasi un migliaio di campioni di Balsamico: una boccetta di quello risultato vincitore viene inserita nella teca presente nel museo a testimoniare la storia della Consorteria. L’acetaia sociale della Consorteria Salendo le scale di Villa Fabriani, si raggiunge l’acetaia della Consorteria e si è subito avvolti dall’inconfondibile aroma balsamico. Questo è infatti l’ambiente che ospita i vasselli: 118 botticelle suddivise in dodici batterie, tre botti madre e due botticelle di legno di ginepro. Si trova nel sottotetto, luogo soggetto a forti escursioni termiche nell’arco del giorno e nel corso delle stagioni: in tal modo, il caldo favorirà il processo di fermentazione e il freddo quello di decantazione. All’interno dell’Acetaia sociale è in funzione anche un laboratorio di analisi. La Consorteria cura anche la vendita del prodotto proveniente dalla sua dotazione di vasselli. Oggi l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, con il cugino Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, è un’eccellenza conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: anche per questo l’Unione Europea gli ha attribuito la Dop. Fra i soggetti che lo commercializzano, anche la Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi” (www.cittacastelliciliegi.it) che offre molte opportunità a chi vuole scoprire le bellezze del territorio.

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Museo del Borlengo
Via San Giacomo 41059
059-987734 059-987734
Presso l´Ospitale di San Giacomo di Zocca, un luogo dove imparare l'arte del borlengo. Il posto dei Borlenghi Il borlengo ...
engo è un cibo che fa parte della cultura e della tradizione della valle del Panaro, conosciuto fin dalla preistoria, accomunabile alla schiera dei cibi legati al cibo-sole come cibo-vita di origine pagana. All’interno del centro sono esposte varie versioni di padelle, chiamate sole, utilizzate da sempre per cucinare questa particolare pietanza, oltre a tutti gli altri utensili ad essa legati. La tradizione, tramandata per lo più oralmente, vede il borlengo come cibo tipico del periodo di carnevale, cucinato dall’Epifania fino al martedì grasso; il termine stesso, nella versione dialettale detto “burlang” o “burleng”, infatti, sembra derivare dalla parola “burla”. In alcune denominazioni è chiamato anche “berlengo” e “berlingaccio” era il nome con cui veniva denominato il carnevale in epoche medievali. Il borlengo è stato sempre considerato un cibo povero, quasi una forma primordiale di pane. La sua preparazione è caratterizzata da un lato dalla semplicità degli ingredienti - farina, acqua e sale, a cui si è aggiunto in seguito come condimento lardo fuso, rosmarino, aglio e Parmigiano-Reggiano grattugiato - e dall’altro dalla complessità dell’esecuzione. Per chi voglia assaggiarlo o cimentarsi nella sua preparazione, accanto alla sala espositiva è allestita una sala per la cottura del borlengo, in cui su richiesta si organizzano lezioni di cucina. Immersi nella natura dell’Appennino modenese questi centri, assieme all’attiguo Museo del castagno, offrono al visitatore l’opportunità di trascorrere una vacanza all’insegna della cultura, della gastronomia e della natura, indissolubilmente legate fra loro.

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Prodotti DOP e IGP sul cammino

Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop

Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop

L’Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop è un condimento invecchiato che si ottiene tramite fermentazione zuccherina ed acetica del mosto, cotto a fuoco diretto, ottenuto dalle uve prodotte nel territorio della provincia di Modena. Di ...
questo prodotto si hanno testimonianze fin dal Rinascimento. Oggi sono poco più di un centinaio le realtà che lo producono, immettendo sul mercato circa 70.000 confezioni, tutte certificate da una commissione di esperti gustatori. La qualità è garantita dal Consorzio Produttori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Il prodotto ha un colore bruno scuro, un profumo caratteristico, fragrante e complesso, dal sapore dolce e agro. Collegati alla app dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena La app per iPad è scaricabile da Apple Store a questo indirizzo: https://itunes.apple.com/us/app/traditional-balsamic-vinegar/id995060430?l=it&ls=1&mt=8 La app per tablet Android è scaricabile da Google Play a questo indirizzo: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.consorteria.aceto&hl=it Questa applicazione, totalmente in inglese “Traditional Balsamic Vinegar of Modena”, è stata sviluppata dalla Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, l'associazione culturale che da più di 50 anni lavora per preservare questa antica tradizione, promuovendo la produzione dell’Aceto Balsamico secondo il disciplinare DOP. Raccontare l’Aceto balsamico tradizionale di Modena significa parlare soprattutto di passione, pazienza e duro lavoro. Con questa applicazione si ha la possibilità di: - conoscere l'antica storia dell'Aceto balsamico tradizionale di Modena e scoprire come questo condimento speciale sia profondamente radicato nella tradizione locale. - conoscere la Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale, o Consorteria ABTM, il Museo del Balsamico Tradizionale e l’acetaia sociale nella soffitta di Villa Fabriani a Spilamberto in provincia di Modena - imparare come si produce l'Aceto balsamico, seguendone il processo produttivo: dalla raccolta delle uve in vigna e la cottura del mosto, ai segreti della maturazione in piccole botti. Conoscere quindi nel dettaglio come si conduce un’acetaia. - imparare a degustare e a riconoscere il vero Aceto balsamico tradizionale di Modena, le caratteristiche organolettiche che lo distinguono dai prodotti industriali, le stesse che i maestri assaggiatori della Consorteria esaminano con tanta cura e passione durante il Palio di San Giovanni per nominare l’Aceto Balsamico Vincitore. - ascoltare un'intervista a Massimo Bottura, uno chef Michelin tre stelle e altri suoi collaboratori locali. - trovare alcune ricette, in una sezione dedicata, che mostrano come questo aceto unico viene utilizzato secondo la tradizione e leggere alcuni consigli di cucina per migliorare i cibi con l'Aceto balsamico tradizionale di Modena. - scoprire il territorio della provincia modenese e i percorsi ciclabili più belli per visitarlo e per raggiungere il Museo dell'Aceto balsamico tradizionale di Spilamberto.

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Parmigiano Reggiano Dop

Parmigiano Reggiano Dop

Il Parmigiano Reggiano Dop, il formaggio italiano forse più noto ed apprezzato in tutto il mondo, ha origini antichissime. Oggi, come allora, la maestria dei casari, frutto d’esperienze secolari tramandate di padre in figlio, è ...
insostituibile e decisiva per la buona riuscita di questo formaggio, così com’è essenziale la lunga stagionatura naturale. Sono caratteristiche garantite dal Consorzio Parmigiano Reggiano, oltre che certificate dall’inconfondibile marchiatura incisa a puntini sulla crosta delle forme. ll Parmigiano Reggiano contiene solo il 30% di acqua e ben il 70% di sostanze nutritive: per questo motivo è un formaggio ricchissimo di proteine, vitamine e minerali, ed è altamente digeribile. Ottimo consumato da solo o grattugiato sui primi piatti emiliani. La zona della Dop comprende le province di Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Mantova.

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Prosciutto di Modena Dop

Prosciutto di Modena Dop

La produzione locale di prosciutti in territorio modenese è frutto di un’antica tradizione, portata avanti oggi da professionisti del settore che, nel rispetto di metodi di taglio e lavorazione tradizionali, hanno favorito il passaggio dalla ...
condizione di artigianato ad una industrializzazione della produzione. Il prosciutto di Modena Dop presenta un colore rosso vivace, un profumo lieve e delicato e un sapore dolce e intenso. La forma ‘a pera’ è ottenuta con la rifilatura del grasso in eccesso e la rimozione del grasso esterno e di parte delle cotenne. Il marchio è tutelato dal Consorzio del Prosciutto di Modena forte di un’esperienza più che ventennale.

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Salamini Italiani alla Cacciatora Dop

Salamini Italiani alla Cacciatora Dop

La tradizione di questo prodotto si lega all’area collinare lombarda, da cui si è allargata a parte dell’Italia. Il nome fa riferimento all’utilizzo, essendo facilmente trasportabili, da parte dei cacciatori durante le escursioni. I salamini ...
vengono prodotti con carni magre di suino; hanno un peso massimo di 500 grammi. Il colore è rosso rubino, con granelli di grasso uniformemente distribuiti, il gusto è dolce e delicato. La zona di produzione comprende diverse zone delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Abruzzo, Lazio e Molise.

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Aceto Balsamico di Modena Igp

Aceto Balsamico di Modena Igp

E' un prodotto che viene ottenuto da mosto cotto, mosto concentrato e aceto di vino con un processo di lavorazione decisamente più veloce rispetto all`aceto balsamico tradizionale, quindi è disponibile in commercio ad un prezzo ...
inferiore e si presta più facilmente alla commercializzazione su larga scala. Il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta all’Aceto balsamico di Modena, è storia recente, risalendo al 2009. Può essere usato per insaporire le insalate e tutti i tipi di verdura, sulle scaglie di parmigiano o sulle frittate.

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Amarene Brusche di Modena Igp

Amarene Brusche di Modena Igp

Il riconoscimento dell`Indicazione Geografica Protetta alle “Amarene Brusche di Modena” è arrivato nel 2009. Questo prodotto storico della tradizione agroalimentare modenese è una confettura di amarene dal tipico sapore asprigno. L’amarena è una pianta da ...
a frutto molto diffusa nel territorio rurale modenese, tradizionalmente presente in pochi esemplari presso i casolari di campagna. La confettura di amarene o Marene può essere gustata al naturale, oppure impiegata per la realizzazione di torte e crostate, è inoltre molto apprezzata sul gelato.

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Cotechino di Modena Igp

Cotechino di Modena Igp

Il cotechino nacque, secondo la tradizione, durante l’assedio del 1551 a Mirandola (lo stesso assedio che diede i natali al suo parente stretto, lo zampone), quando gli abitanti assediati cominciarono a insaccare la carne di ...
maiale nella cotenna per conservarla più a lungo. Il cotechino, consumato tradizionalmente nei cenoni invernali, è fatto con un impasto di carne magra, grasso e cotenne in proporzione di circa 1/3 ciascuno. È insaccato in budello di suino, poi asciugato al fuoco di bracieri (non sempre) e dopo circa un mese di stagionatura è pronto. Il Cotechino di Modena può essere commercializzato, previo asciugamento, sia come prodotto fresco, da consumarsi dopo una prolungata cottura, o come prodotto cotto.

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Mortadella di Bologna Igp

Mortadella di Bologna Igp

La Mortadella, regina degli insaccati, vanta origini antichissime. La denominazione sembra derivare dal Mortarium romano, utensile utilizzato per schiacciare la carne di maiale. Nel 1300 la ricetta della mortadella venne comunque codificata dalla Corporazione dei ...
Salsamentari di Bologna, tutta fatta di carni suine selezionate, di misteriosi quanto segreti ‘condimenti’ e di sistemi di cottura elaboratissimi; una mortadella media oscilla tra i 30 e i 40 chilogrammi (il classico sigaro o siluro che trionfa da decenni nelle salumerie), ma in commercio ci sono anche mortadelle più piccole di 12-14 chilogrammi. Il budello, che accoglie l’impasto, può essere di vescica naturale o sintetico, non deve mancare la legatura a mano con le corde incrociate.

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Pera dell’Emilia Romagna Igp

Pera dell’Emilia Romagna Igp

La zona di produzione comprende aree specifiche di 91 comuni delle province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna, caratterizzate da terreni di medio o forte impasto. Le forme d’allevamento sono il ‘vaso emiliano’ ...
e sue modificazioni, la ‘palmetta’, la ‘Y’ e il ‘fusetto’ e loro modificazioni, utilizzando sesti d’impianto nei quali siano presenti non più di 3.000 piante per ettaro. La produzione unitaria massima consentita è di 45 tonnellate per ettaro. Il sapore è dolce o dolce aromatico ed il peso varia dai 158 grammi della Conference ai 260 dell’Abate Fetel.

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Zampone di Modena Igp

Zampone di Modena Igp

Lo zampone affonda le sue origini nell’antica tradizione contadina, che, soprattutto in tempi di povertà, imponeva di utilizzare tutte le parti del maiale macellato. E’ un sapiente trito di cotenna e parti grasse del maiale ...
insaporito con aromi, ed insaccato nel caratteristico zampetto svuotato. Lo zampone si trova in commercio sia come prodotto fresco, previo asciugamento in stufa ad aria calda, sia come prodotto precotto, confezionato in contenitori ermetici e sottoposto a trattamento termico in autoclave a una temperatura minima di 115 °C. L’abbinamento classico dello zampone è con il contorno di purè, di lenticchie o di fagioloni, consumato tradizionalmente per le feste natalizie.

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Agnello del Centro Italia Igp

Agnello del Centro Italia Igp

E’ l’agnello nato e allevato nel territorio dell’Italia centrale (in Abruzzo, sulle colline e montagne dell’Emilia Romagna, nel Lazio, Marche, Toscana e Umbria), ottenuto da una popolazione di ovini storicamente presente in questo areale, ad ...
attitudine indifferenziata, detta genericamente “appenninica” e dalla quale si sono generate le attuali razze locali che danno origine a un agnello da carne di ottima qualità. Generalmente il colore della carne è rosa chiaro o rosa e presenta una equilibrata copertura di grasso. Il colore è molto importante per il fatto che il consumatore tiene conto di questo parametro per valutare “ad occhio” la tenerezza e la freschezza del prodotto.

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Melone mantovano Igp

Melone mantovano Igp

La denominazione Igp Melone Mantovano si applica ai meloni a polpa color giallo-arancio fino al salmone delle varietà Cantalupo e Retato: i primi sono caratterizzati da una buccia liscia di color grigio verde tendente al ...
giallo e hanno una forma sferica, i secondi hanno forma tonda o ovale con o senza incisione della fetta ma con una evidente retatura. La zona di produzione del Melone Mantovano Igp si estende tra le province di Mantova, Cremona, Modena, Bologna e Ferrara. Il Melone Mantovano gode di un’antica reputazione, come risulta dalle documentazioni storiche che risalgono al Quattrocento, oltre che da diversi scritti dell’archivio dei Gonzaga.

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Ciliegia di Vignola Igp

Ciliegia di Vignola Igp

La Ciliegia di Vignola Igp presenta polpa consistente e croccante (ad esclusione della Mora di Vignola) e una buccia sempre lucente ma di colore giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca e ...
di colore dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà. Ha sapore dolce e fruttato. La zona di produzione è la fascia formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d’acqua minori e comprende diversi Comuni delle Province di Modena e Bologna.

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