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La Bisaccia del viandante

Foto di Living Ravenna

Bisaccia del Viandante

Dalle specialità casearie alle produzioni di qualità e tradizionali, ai vini Doc e Docg che si possono assaggiare lungo il cammino.
Alla scoperta del ...
del tesoro enogastronomico dell’Emilia-Romagna.
Un progetto per la valorizzazione e promozione delle produzioni tipiche e di qualità lungo i Cammini sviluppato in accordo con l’Assessorato regionale all’Agricoltura.

Riduci

Foto di winefoodemiliaromagna.com

Prodotti DOP e IGP

Scopri i magnifici 44 prodotti DOP e IGP che caratterizzano le produzioni agrolimentari di qualità della Regione Emilia-Romagna. 
Amarene brusche di Modena IGP, Zampone Modena ...
a IGP, Prosciutto di Modena DOP, Aceto Balsamico di Modena DOP, Cotechino Modena IGP.

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Strutture Produttive

Acetaia Malagoli Daniele
Via Celeste, 9
+39 338 2640322 +39 338 2640322
Acetaia
Acetaia Villa le Magnolie
Via Mavora 154
+39 059 956112 +39 059 956112
Acetaia
Acetaia Bompana
Strada Vignolese 1704
+ 39 333/2906035 + 39 333/2906035
Acetaia
Acetaia Cattani
via Emilia Est 1755
059 373610 059 373610
Produzione di aceto balsamico DOP e IGP
Acetaia Fabbi
Stradello Bonaghino, 56/A
059/469105 059/469105
Produzione e Vendita di aceto balsamico DOP e IGP
Acetaia Malpighi
Via Vignolese, 1487
059/467725 059/467725
Acetaia
Acetaia Villa San Donnino
Strada Medicina 25/1
+39 059 469 325 +39 059 469 325
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale DOP
Antica Acetaia del Mulino di Navicello
Via Nonantolana 1335
+39 059/250207 +39 059/250207
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale DOP
Antica Acetaia Villa Bianca
Strada Scartazza 115
+39 059 468571 +39 059 468571
Acetaia
Acetaia comunale di Nonantola
via Marconi, 11
059/896555 059/896555
Acetaia
Acetaia Pedroni
Via Risaia, 6
+39 059 548096 +39 059 548096
Acetaia
Caseifici di Sestola
Corso Umberto I, 3
0536/62324 0536/62324
Produzione Parmigiano Reggiano
Acetaia del Duca
via Medicine n. 2340
059/469471 059/469471
Acetaia
Acetaia Muratori
Via Medicine 144b
+39 059/798732 +39 059/798732
Produzione e Vendita Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP
Acetaia dei Bago
Via Confine n.8/Bis
+39 338/4385845 +39 338/4385845
Acetaia
La Ca' dal Non
Via Ghiaurov 50-56
+39-059/761671 +39-059/761671
Acetaia
Acetaia comunale di Vignola
Via Bellucci, 1
059 777606 059 777606
Acetaia
Azienda Agricola Ca' Lumaco
Via Mazzoni 740
059987642 059987642
Allevamento brado suini "Mora Romagnola" e prodotti biologici
Cooperativa Agricola Lame
Via Berzo 240
059987235 059987235
Produzione e vendita prodotti caseari
Salumificio Eredi Corneti
Via Porrettana 1738
059987390 059987390
Produzione e vendita salumi
Caseificio Rosola
Via Rosola 1083
059987115 059987115
Produzione di Parmigiano Reggiano Bianca Modenese
Prosciuttificio Orlandi
Via Rosola 5
059987244 059987244
Produzione e vendita salumi
Caseificio Sociale Canevaccia Società Cooperativa
Via Pratorotondo, 326/327/328
0534 28590 0534 28590
Latte e prodotti caseari - Punto Vendita
Azienda Agricola La Fonte di Van de Vate Berbera Christina
Via Monteforte, 1690
Patate
Lame Società Agricola Cooperativa
Via Berzo, 240
059 987235 059 987235
Parmigiano reggiano - Punto Vendita
CA' DEL CAMPANARO AZ. AGR.
Via Rivella, 26
Produzione confetture biologiche di frutta tradizionale e frutti dimenticati
BONFIGLIO SOC. AGR. SNC
Via Cassola, 21
051 830758 051 830758
Cantina storica bolognese: vini Colli Bolognesi
DUE AIRONI (I) SOC. AGR.
Via Rio Marzatore, 739
051 6705099 051 6705099
vini DOCG DOC IGT Colli Bolognesi
Cavallotti Enrico
Canale 6
059-924122 059-924122
L’azienda, a conduzione familiare, è totalmente dedita alla viticoltura. Oltre ai classici vitigni bianchi (pignoletto, montuni e albana), coltiva lambrusco ...
grasparossa e sangiovese. Il sistema di frizzantatura è ottenuto con metodo charmat.

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Zanasi
Settecani Cavidole 53
059-537052 059-537052
L’ azienda dispone di 500 ettari di terreni nelle zone modenesi di pianura e soprattutto collinari del Lambrusco di Castelvetro. ...
Coltiva in prevalenza lambrusco grasparossa e pignoletto.

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Cleto Chiarli
via Belvedere 8
059-3163311 059-3163311
L’Azienda dispone di 100 ettari coltivati con le più avanzate tecnologie e nel rispetto delle caratteristiche dei vitigni. È la ...
prima azienda privata italiana produttrice di vino regionale.

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Botti
Elio Roda 19/1
347-4497346 347-4497346
Azienda a conduzione familiare fondata nel 1973 dal padre dell’attuale proprietario, che la gestisce dal 1997. I 13 ettari vitati ...
in zona collinare sono coltivati a pignoletto, sauvignon, barbera, merlot e cabernet sauvignon.

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Malcantone Guidotti
Silvio Venturi 4
051-6766936 051-6766936
Ai piedi del monte Avezzano, l’azienda è vicino a una strada del vino e della seta risalente al 1250, in ...
un territorio vocato alla viticoltura, su terreni argillosi con affioramenti sabbiosi.

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Isola
G.Bernardi 3
051-6768428 051-6768428
Fondata nel 1898, questa piccola azienda a gestione familiare ancora oggi segue l’intero ciclo produttivo, dalla vigna alla cantina. Nei ...
i 12 ettari di vigneto applica tecniche non invasive per produrre vini Doc Colli Bolognesi nel rispetto del territorio.

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Montevecchio Isolani
San Martino 5
051-231434 051-231434
L’azienda, in conversione biologica dal 2012, si estende intorno al Palazzo senatorio Isolani, costruito alla metà del Cinquecento. La tenuta ...
comprendeva già vigneti, oliveti e castagneti. Gli 11 ettari di vigneti aziendali sono su terreni sedimentari argillosi-sabbiosi, in zona Doc Colli Bolognesi.

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Tenuta Bonzara
San Chierlo 37/A
051-6768324 051-6768324
L’azienda è in posizione panoramica sul poggio di San Chierlo. Si estende per 100 ettari di terreno, 14 dei quali ...
vitati nella zona Doc dei Colli Bolognesi. Ospitalità in ambienti caldi e moderni.

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Azienda Agricola Pedroni
Via Risaia 6
0595-48096 0595-48096
La famiglia Pedroni gestisce dal 1862 l’azienda in modo tradizionale. Dopo 7 generazioni la produzione comprende: vino, Aceto Balsamico Tradizionale ...
di Modena DOP, Aceto Balsamico di Modena IGP, liquori di frutta e grappe di Monovitigno.

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Gavioli
Via Provinciale Ovest 55
059-222014 059-222014
Dal 1974, quando Pietro Gavioli si fregia del titolo di mastro cantiniere a Sorbara di Bomporto, le strade della famiglia ...
Gavioli e del lambrusco di qualità non si sono mai separate.

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Poderi Fiorini
Puglie 4
059-733151 059-733151
Da quasi un secolo la famiglia Fiorini si occupa di vino, da prima nella zona di produzione del Sorbara e ...
dalla metà degli anni ’90 con l’acquisizione di un podere nella zona tipica del Lambrusco Grasparossa

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Torre dei Nanni
Via Puglie 4
059-733151 059-733151
Nel Comune in cui sorge l’azienda si incrociano ben 3 denominazioni, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, la doc Colli Bolognesi ...
e la Reno. Sono i terreni di questi territori i veri protagonisti, che cambiano composizione a distanza di pochi metri.

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Bonfiglio
Cassola 21
051-830758 051-830758
Dal 1948, la Bonfiglio vanta vini tipici Doc ottenuti da 20 ettari vitati fra Monteveglio e le colline di Oliveto, ...
su terreni vocati fin dall’800 all’alta qualità. Punti fermi sono la lotta integrata e biologica, la bassa resa per ettaro e il rispetto della tradizione.

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Cantina Bazzano
Castelfranco 2
051-832256 051-832256
Nata nel 1928 per iniziativa di 15 viticoltori della zona, oggi conta 340 soci con uve che vanno da Marzabotto ...
fino alla pianura bolognese e modenese, per una produzione che offre una decina di vini Doc espressione del territorio.

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Corte d’Aibo
Marzatore 15
051-832583 051-832583
Da oltre 20 anni l’azienda si trova nel “Parco Storico dell’Abbazia”, dove pratica l’agricoltura biologica. Vinifica solo le uve dei ...
suoi 17 ettari vitati nella moderna cantina aziendale.

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Erioli
Monteveglio 64
051-830103 051-830103
Fondata nel 1933 dal bisnonno dell’attuale proprietaria, l’azienda si trova nel comune di Bazzano, sulla riva del torrente Samoggia. L’azienda ...
produce vini pregiati da vitigni autoctoni attraverso metodologie artigianali che esaltano la tipicità varietale e il territorio.

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Fondo San Petronio
Via Ca’ Bianca 62
051-6707886 051-6707886
L’azienda a conduzione familiare coltiva su terreni provenienti da antiche argille plioceniche i vitigni pignoletto e barbera per vini di ...
nicchia.

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La Mancina
Motta 8
051-832691 051-832691
L’azienda agricola La Mancina si trova a Montebudello, nel comprensorio dei vini “Colli Bolognesi Doc”. Fondata nel 1960 dalla famiglia ...
Zanetti, l’azienda ha nel tempo accresciuto il suo prestigio. Nei 23 ettari vitati il vitigno prevalente è l’autoctono Pignoletto.

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Dalla Terra e Dal Mesiere
Via Ca’ Bianca 6/a
328-5472036 328-5472036
Fondata nel 2011, l’azienda è seguita personalmente da Gianluca Allegro, ricercatore di Viticoltura presso l’Università di Bologna. Nei 1.1 ettari ...
vitati vengono coltivati grechetto gentile, sauvignon balnc cabernet sauvignon e merlese da cui si producono vini di alta qualità.

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Gradizzolo
Invernata 2
051-830265 051-830265
L’azienda, a conduzione familiare e fondata nel 1960, è situata sulle colline di Monteveglio, zona classica di produzione Doc. I ...
vigneti coprono una superficie di 5 ettari di terreni posti su pendii ripidi e assolati. L’azienda produce anche confetture, olio, farine e prodotti dell’orto.

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Tenuta Santa Croce
Abè 33
051-6702069 051-6702069
Nata nel 1985, l’azienda fa parte del gruppo Chiarli. Situata nella zona della Doc Colli Bolognesi, si estende su 60 ...
ettari di terreni, 30 dei quali vitati posti da 100 a 250 metri s.l.m. I vini prodotti sono di corpo e struttura.

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Toni
Campadio 417
339-6055285 339-6055285
Azienda di famiglia con una storia di oltre 50 anni, è stata tra le fondatrici del Consorzio Colli Bolognesi. Coltiva ...
cinque ettari di vigneto da cui derivano le uve lavorate direttamente nella cantina aziendale. Il vitigno principe dell’azienda è il pignoletto.

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Vallona Fattorie
Cantagallo 37
051-6703333 051-6703333
L’azienda, nata nel 1980 grazie a Maurizio Vallona, appassionato viticoltore, conta quattro poderi distinti. Gli ettari di terreno coltivati a ...
vigneto sono 31, la cantina e il corpo centrale aziendale sono a Castello di Serravalle. Le origine viticole della famiglia risalgono al 1935.

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La Collina
Colline 83
051-6708176 051-6708176
Piccola azienda a conduzione prettamente famigliare situata in una frazione di Castello di Serravalle, a 450 m s.l.m.. I 2 ...
ettari di vigneti sono collocati su un terreno ricco di limo, silicio e calcare.

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La Marmocchia
S.Apollinare 2785/A
320-6650392 320-6650392
Dal 1884, l’azienda agricola è in una suggestiva valle vicina al castello di Serravalle. Il proprietario e suo figlio coltivano ...
o 14 ettari nella zona della Doc Colli Bolognesi su pendii affacciati sulla valle del torrente Ghiaia. I vini sono commercializzati a livello locale e nazionale.

Riduci

Museo etnografico Laborantes
Via Manservisi, 5
0534-29351 0534-29351
Nel bolognese esploriamo due musei dedicati rispettivamente al mondo contadino di pianura, il Museo della civiltà contadina di San Marino ...
di Bentivoglio, e della montagna, il Museo Laborantes di Castelluccio di Porretta Terme. Nel piccolo centro abitato di Castelluccio, il Museo Laborantes è ospitato in una sede di grande fascino, un’ala del Castello Manservisi, e documenta la vita delle comunità dell’Appennino bolognese. L’obiettivo è far rivivere emozioni e usanze di questo borgo agricolo del Novecento dove pratiche di vita quotidiana, lavoro e religione erano strettamente intrecciati. L’allestimento racconta le abilità tecniche degli artigiani locali, in particolare nella lavorazione del legno e del ferro, e la simbiosi tra l’attività dell’uomo e la montagna che ha caratterizzato per lungo tempo queste zone dell’Appennino. Le castagne rappresentavano uno dei principali alimenti per la popolazione del posto e ad esse è dedicata una sala e anche un’occasione di festa. Ogni anno, a fine novembre si celebra infatti al museo il “pranzo della farina nuova” dove non mancano mai i tradizionali ciacci di farina di castagne, una specie di pane cotto, secondo tradizione, su testi di terracotta e fuoco a legna.

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Museo del Balsamico Tradizionale Spilamberto
Via Roncati, 28
059-781614 059-781614
A Spilamberto è stata raccolta la storia di uno dei prodotti più esclusivi della tradizione enogastronomica regionale, che si ottiene ...
dopo ben 25 anni di invecchiamento. Il balsamico tradizionale cela, fra botti e mostri, i suoi segreti Inaugurato nel 2002 il Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, gestito dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, racconta la storia, la cultura e i segreti di una delle eccellenze più identitarie dell'Emilia-Romagna attraverso un suggestivo tour all'interno di una botte di legno. La visita inizia, infatti, da una suggestiva sala a forma di grande botte dove sono proposti i momenti salienti del processo di produzione del mosto che porterà alla produzione dei tre diversi tipi di aceto della tradizione modenese: quello comune di vino, l’aceto affinato (invecchiato 12 anni) e il balsamico tradizionale, ottenuto dopo ben 25 anni d’invecchiamento. Un aiuto alla conoscenza del prodotto è offerto dalla proiezione del cortometraggio “Il Balsamico della tradizione secolare”, dove le immagini si alternano alle informazioni sulle vicende e le caratteristiche organolettiche del prodotto con scene relative alle fasi produttive: dalla scelta delle uve tipiche del territorio - Trebbiano Modenese, Trebbiano di Spagna, Lambrusco o Ancellotta - per arrivare alla cottura del mosto. Prosegue la visita nella sala della cottura dove è posto un grande paiolo di rame. Al riguardo è da non perdere la festa in piazza che si svolge ogni anno a Spilamberto il secondo sabato di ottobre, giorno in cui si può assistere alla suggestiva cottura dei mosti: 16 -17 paioli alimentati da fuoco diretto da mattina a sera. Un procedimento minuzioso Nella sala detta la bottega del bottaio sono custodite le botti che ospitano il mosto cotto che diventerà l’Aceto Balsamico Tradizionale. E’ il luogo della trasformazione: qui, nella batteria di botti di diversa dimensione, avvengono le fasi della fermentazione, maturazione e invecchiamento. I vasselli, le botti che formano le batterie, vengono toccati una sola volta l’anno per il prelievo dell’aceto che servirà per il consumo annuale e per i travasi. Quella dell’aceto balsamico è una tradizione molto sentita a Spilamberto: la gran parte delle famiglie possiede uno o due batterie e spesso per ogni figlio che nasce ne viene prodotta una nuova da lasciare in eredità. A testimonianza di ciò il museo ospita un esemplare di 140 anni appartenente alla famiglia Fabriani. Nella sala dei vetri sono conservati oggetti, documenti storici e scientifici e una bottiglia di “Aceto balsamico brusco” risalente al 1785, insieme ad altri reperti non meno preziosi. In questa sala si trovano testimonianze storiche di rilievo che fanno capo al conte Giorgio Gallesio (1839) e all’avvocato Francesco Aggazzotti (1862) che, in una lettera all’amico Pio Fabriani di Spilamberto, spiega il corretto percorso per produrre Balsamico. Ogni anno in occasione del Palio di San Giovanni, patrono di Spilamberto, gli esperti assaggiatori della Consorteria valutano quasi un migliaio di campioni di Balsamico: una boccetta di quello risultato vincitore viene inserita nella teca presente nel museo a testimoniare la storia della Consorteria. L’acetaia sociale della Consorteria Salendo le scale di Villa Fabriani, si raggiunge l’acetaia della Consorteria e si è subito avvolti dall’inconfondibile aroma balsamico. Questo è infatti l’ambiente che ospita i vasselli: 118 botticelle suddivise in dodici batterie, tre botti madre e due botticelle di legno di ginepro. Si trova nel sottotetto, luogo soggetto a forti escursioni termiche nell’arco del giorno e nel corso delle stagioni: in tal modo, il caldo favorirà il processo di fermentazione e il freddo quello di decantazione. All’interno dell’Acetaia sociale è in funzione anche un laboratorio di analisi. La Consorteria cura anche la vendita del prodotto proveniente dalla sua dotazione di vasselli. Oggi l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, con il cugino Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, è un’eccellenza conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: anche per questo l’Unione Europea gli ha attribuito la Dop. Fra i soggetti che lo commercializzano, anche la Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi” (www.cittacastelliciliegi.it) che offre molte opportunità a chi vuole scoprire le bellezze del territorio.

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Museo del Borlengo
Via San Giacomo 41059
059-987734 059-987734
Presso l´Ospitale di San Giacomo di Zocca, un luogo dove imparare l'arte del borlengo. Il posto dei Borlenghi Il borlengo ...
engo è un cibo che fa parte della cultura e della tradizione della valle del Panaro, conosciuto fin dalla preistoria, accomunabile alla schiera dei cibi legati al cibo-sole come cibo-vita di origine pagana. All’interno del centro sono esposte varie versioni di padelle, chiamate sole, utilizzate da sempre per cucinare questa particolare pietanza, oltre a tutti gli altri utensili ad essa legati. La tradizione, tramandata per lo più oralmente, vede il borlengo come cibo tipico del periodo di carnevale, cucinato dall’Epifania fino al martedì grasso; il termine stesso, nella versione dialettale detto “burlang” o “burleng”, infatti, sembra derivare dalla parola “burla”. In alcune denominazioni è chiamato anche “berlengo” e “berlingaccio” era il nome con cui veniva denominato il carnevale in epoche medievali. Il borlengo è stato sempre considerato un cibo povero, quasi una forma primordiale di pane. La sua preparazione è caratterizzata da un lato dalla semplicità degli ingredienti - farina, acqua e sale, a cui si è aggiunto in seguito come condimento lardo fuso, rosmarino, aglio e Parmigiano-Reggiano grattugiato - e dall’altro dalla complessità dell’esecuzione. Per chi voglia assaggiarlo o cimentarsi nella sua preparazione, accanto alla sala espositiva è allestita una sala per la cottura del borlengo, in cui su richiesta si organizzano lezioni di cucina. Immersi nella natura dell’Appennino modenese questi centri, assieme all’attiguo Museo del castagno, offrono al visitatore l’opportunità di trascorrere una vacanza all’insegna della cultura, della gastronomia e della natura, indissolubilmente legate fra loro.

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Prodotti DOP e IGP sul cammino

Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop

Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop

L’Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop è un condimento invecchiato che si ottiene tramite fermentazione zuccherina ed acetica del mosto, cotto a fuoco diretto, ottenuto dalle uve prodotte nel territorio della provincia di Modena. Di ...
questo prodotto si hanno testimonianze fin dal Rinascimento. Oggi sono poco più di un centinaio le realtà che lo producono, immettendo sul mercato circa 70.000 confezioni, tutte certificate da una commissione di esperti gustatori. La qualità è garantita dal Consorzio Produttori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Il prodotto ha un colore bruno scuro, un profumo caratteristico, fragrante e complesso, dal sapore dolce e agro. Collegati alla app dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena La app per iPad è scaricabile da Apple Store a questo indirizzo: https://itunes.apple.com/us/app/traditional-balsamic-vinegar/id995060430?l=it&ls=1&mt=8 La app per tablet Android è scaricabile da Google Play a questo indirizzo: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.consorteria.aceto&hl=it Questa applicazione, totalmente in inglese “Traditional Balsamic Vinegar of Modena”, è stata sviluppata dalla Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, l'associazione culturale che da più di 50 anni lavora per preservare questa antica tradizione, promuovendo la produzione dell’Aceto Balsamico secondo il disciplinare DOP. Raccontare l’Aceto balsamico tradizionale di Modena significa parlare soprattutto di passione, pazienza e duro lavoro. Con questa applicazione si ha la possibilità di: - conoscere l'antica storia dell'Aceto balsamico tradizionale di Modena e scoprire come questo condimento speciale sia profondamente radicato nella tradizione locale. - conoscere la Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale, o Consorteria ABTM, il Museo del Balsamico Tradizionale e l’acetaia sociale nella soffitta di Villa Fabriani a Spilamberto in provincia di Modena - imparare come si produce l'Aceto balsamico, seguendone il processo produttivo: dalla raccolta delle uve in vigna e la cottura del mosto, ai segreti della maturazione in piccole botti. Conoscere quindi nel dettaglio come si conduce un’acetaia. - imparare a degustare e a riconoscere il vero Aceto balsamico tradizionale di Modena, le caratteristiche organolettiche che lo distinguono dai prodotti industriali, le stesse che i maestri assaggiatori della Consorteria esaminano con tanta cura e passione durante il Palio di San Giovanni per nominare l’Aceto Balsamico Vincitore. - ascoltare un'intervista a Massimo Bottura, uno chef Michelin tre stelle e altri suoi collaboratori locali. - trovare alcune ricette, in una sezione dedicata, che mostrano come questo aceto unico viene utilizzato secondo la tradizione e leggere alcuni consigli di cucina per migliorare i cibi con l'Aceto balsamico tradizionale di Modena. - scoprire il territorio della provincia modenese e i percorsi ciclabili più belli per visitarlo e per raggiungere il Museo dell'Aceto balsamico tradizionale di Spilamberto.

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Parmigiano Reggiano Dop

Parmigiano Reggiano Dop

Il Parmigiano Reggiano Dop, il formaggio italiano forse più noto ed apprezzato in tutto il mondo, ha origini antichissime. Oggi, come allora, la maestria dei casari, frutto d’esperienze secolari tramandate di padre in figlio, è ...
insostituibile e decisiva per la buona riuscita di questo formaggio, così com’è essenziale la lunga stagionatura naturale. Sono caratteristiche garantite dal Consorzio Parmigiano Reggiano, oltre che certificate dall’inconfondibile marchiatura incisa a puntini sulla crosta delle forme. ll Parmigiano Reggiano contiene solo il 30% di acqua e ben il 70% di sostanze nutritive: per questo motivo è un formaggio ricchissimo di proteine, vitamine e minerali, ed è altamente digeribile. Ottimo consumato da solo o grattugiato sui primi piatti emiliani. La zona della Dop comprende le province di Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Mantova.

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Prosciutto di Modena Dop

Prosciutto di Modena Dop

La produzione locale di prosciutti in territorio modenese è frutto di un’antica tradizione, portata avanti oggi da professionisti del settore che, nel rispetto di metodi di taglio e lavorazione tradizionali, hanno favorito il passaggio dalla ...
condizione di artigianato ad una industrializzazione della produzione. Il prosciutto di Modena Dop presenta un colore rosso vivace, un profumo lieve e delicato e un sapore dolce e intenso. La forma ‘a pera’ è ottenuta con la rifilatura del grasso in eccesso e la rimozione del grasso esterno e di parte delle cotenne. Il marchio è tutelato dal Consorzio del Prosciutto di Modena forte di un’esperienza più che ventennale.

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Salamini Italiani alla Cacciatora Dop

Salamini Italiani alla Cacciatora Dop

La tradizione di questo prodotto si lega all’area collinare lombarda, da cui si è allargata a parte dell’Italia. Il nome fa riferimento all’utilizzo, essendo facilmente trasportabili, da parte dei cacciatori durante le escursioni. I salamini ...
vengono prodotti con carni magre di suino; hanno un peso massimo di 500 grammi. Il colore è rosso rubino, con granelli di grasso uniformemente distribuiti, il gusto è dolce e delicato. La zona di produzione comprende diverse zone delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Abruzzo, Lazio e Molise.

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Aceto Balsamico di Modena Igp

Aceto Balsamico di Modena Igp

E' un prodotto che viene ottenuto da mosto cotto, mosto concentrato e aceto di vino con un processo di lavorazione decisamente più veloce rispetto all`aceto balsamico tradizionale, quindi è disponibile in commercio ad un prezzo ...
inferiore e si presta più facilmente alla commercializzazione su larga scala. Il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta all’Aceto balsamico di Modena, è storia recente, risalendo al 2009. Può essere usato per insaporire le insalate e tutti i tipi di verdura, sulle scaglie di parmigiano o sulle frittate.

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Amarene Brusche di Modena Igp

Amarene Brusche di Modena Igp

Il riconoscimento dell`Indicazione Geografica Protetta alle “Amarene Brusche di Modena” è arrivato nel 2009. Questo prodotto storico della tradizione agroalimentare modenese è una confettura di amarene dal tipico sapore asprigno. L’amarena è una pianta da ...
a frutto molto diffusa nel territorio rurale modenese, tradizionalmente presente in pochi esemplari presso i casolari di campagna. La confettura di amarene o Marene può essere gustata al naturale, oppure impiegata per la realizzazione di torte e crostate, è inoltre molto apprezzata sul gelato.

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Cotechino di Modena Igp

Cotechino di Modena Igp

Il cotechino nacque, secondo la tradizione, durante l’assedio del 1551 a Mirandola (lo stesso assedio che diede i natali al suo parente stretto, lo zampone), quando gli abitanti assediati cominciarono a insaccare la carne di ...
maiale nella cotenna per conservarla più a lungo. Il cotechino, consumato tradizionalmente nei cenoni invernali, è fatto con un impasto di carne magra, grasso e cotenne in proporzione di circa 1/3 ciascuno. È insaccato in budello di suino, poi asciugato al fuoco di bracieri (non sempre) e dopo circa un mese di stagionatura è pronto. Il Cotechino di Modena può essere commercializzato, previo asciugamento, sia come prodotto fresco, da consumarsi dopo una prolungata cottura, o come prodotto cotto.

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Mortadella di Bologna Igp

Mortadella di Bologna Igp

La Mortadella, regina degli insaccati, vanta origini antichissime. La denominazione sembra derivare dal Mortarium romano, utensile utilizzato per schiacciare la carne di maiale. Nel 1300 la ricetta della mortadella venne comunque codificata dalla Corporazione dei ...
Salsamentari di Bologna, tutta fatta di carni suine selezionate, di misteriosi quanto segreti ‘condimenti’ e di sistemi di cottura elaboratissimi; una mortadella media oscilla tra i 30 e i 40 chilogrammi (il classico sigaro o siluro che trionfa da decenni nelle salumerie), ma in commercio ci sono anche mortadelle più piccole di 12-14 chilogrammi. Il budello, che accoglie l’impasto, può essere di vescica naturale o sintetico, non deve mancare la legatura a mano con le corde incrociate.

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Pera dell’Emilia Romagna Igp

Pera dell’Emilia Romagna Igp

La zona di produzione comprende aree specifiche di 91 comuni delle province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna, caratterizzate da terreni di medio o forte impasto. Le forme d’allevamento sono il ‘vaso emiliano’ ...
e sue modificazioni, la ‘palmetta’, la ‘Y’ e il ‘fusetto’ e loro modificazioni, utilizzando sesti d’impianto nei quali siano presenti non più di 3.000 piante per ettaro. La produzione unitaria massima consentita è di 45 tonnellate per ettaro. Il sapore è dolce o dolce aromatico ed il peso varia dai 158 grammi della Conference ai 260 dell’Abate Fetel.

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Zampone di Modena Igp

Zampone di Modena Igp

Lo zampone affonda le sue origini nell’antica tradizione contadina, che, soprattutto in tempi di povertà, imponeva di utilizzare tutte le parti del maiale macellato. E’ un sapiente trito di cotenna e parti grasse del maiale ...
insaporito con aromi, ed insaccato nel caratteristico zampetto svuotato. Lo zampone si trova in commercio sia come prodotto fresco, previo asciugamento in stufa ad aria calda, sia come prodotto precotto, confezionato in contenitori ermetici e sottoposto a trattamento termico in autoclave a una temperatura minima di 115 °C. L’abbinamento classico dello zampone è con il contorno di purè, di lenticchie o di fagioloni, consumato tradizionalmente per le feste natalizie.

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Agnello del Centro Italia Igp

Agnello del Centro Italia Igp

E’ l’agnello nato e allevato nel territorio dell’Italia centrale (in Abruzzo, sulle colline e montagne dell’Emilia Romagna, nel Lazio, Marche, Toscana e Umbria), ottenuto da una popolazione di ovini storicamente presente in questo areale, ad ...
attitudine indifferenziata, detta genericamente “appenninica” e dalla quale si sono generate le attuali razze locali che danno origine a un agnello da carne di ottima qualità. Generalmente il colore della carne è rosa chiaro o rosa e presenta una equilibrata copertura di grasso. Il colore è molto importante per il fatto che il consumatore tiene conto di questo parametro per valutare “ad occhio” la tenerezza e la freschezza del prodotto.

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Piadina romagnola Igp

Piadina romagnola Igp

La Piadina Romagnola o Piada Romagnola Igp è un prodotto a base di farina di grano tenero con aggiunta di acqua, grassi, sale e alcuni ingredienti opzionali. All’atto dell’immissione al consumo si presenta di color ...
bianco-avorio con macchie caratteristiche ambrate di varie dimensioni e tonalità sui due lati, e con sapore fragrante e odore caratteristico simile a quello del pane appena sfornato. E’ una protagonista indiscussa delle tavole di Romagna, simbolo di una tradizione contadina, che da pane “dei poveri” è divenuto prodotto di larghissimo consumo, gustata in compagnia di salumi, affettati, formaggi, salsiccia, verdure gratinate o erbette, senza disdegnare la farcitura dolce.

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Ciliegia di Vignola Igp

Ciliegia di Vignola Igp

La Ciliegia di Vignola Igp presenta polpa consistente e croccante (ad esclusione della Mora di Vignola) e una buccia sempre lucente ma di colore giallo e rosso brillante per la varietà Durone della Marca e ...
di colore dal rosso brillante al rosso scuro per tutte le altre varietà. Ha sapore dolce e fruttato. La zona di produzione è la fascia formata dal tratto pedemontano del fiume Panaro e altri corsi d’acqua minori e comprende diversi Comuni delle Province di Modena e Bologna.

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Melone mantovano Igp

Melone mantovano Igp

La denominazione Igp Melone Mantovano si applica ai meloni a polpa color giallo-arancio fino al salmone delle varietà Cantalupo e Retato: i primi sono caratterizzati da una buccia liscia di color grigio verde tendente al ...
giallo e hanno una forma sferica, i secondi hanno forma tonda o ovale con o senza incisione della fetta ma con una evidente retatura. La zona di produzione del Melone Mantovano Igp si estende tra le province di Mantova, Cremona, Modena, Bologna e Ferrara. Il Melone Mantovano gode di un’antica reputazione, come risulta dalle documentazioni storiche che risalgono al Quattrocento, oltre che da diversi scritti dell’archivio dei Gonzaga.

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